prove di democrazia al Biberon-2

biennale democraziaCome promesso, anche se un po’ in ritardo, ecco il resoconto del focus group sul testamento biologico di cui avevamo parlato nel post precedente.

La prima impressione che ho avuto, ancora prima che iniziasse la discussione, è stata di comunità, di vita di quartiere. Molte delle persone presenti all’incontro eran facce note, di quelle che incontri dal panettiere o per strada mentre portano a spasso il cane, ma che non saluti mai perché in città non si fa (chissà perché poi?). I partecipanti erano variegati per provenienza (almeno 3 nazionalità presenti), ambito lavorativo e anche “volontà” di essere lì (alcuni che passavano per una birra sono stati coinvolti all’ultimo).

La seconda impressione, scattata non appena la moderatrice ha iniziato a farci parlare era che mi trovavo a disagio a star dall’altra parte. Io sono abituata a fare quella parte lì nelle discussioni alla fine dei laboratori o nei Playdecide. Parlo il meno possibile, per la maggior parte del tempo ascolto e, se serve, faccio domande o do spunti di discussione. Ma lì al Biberon ero una cittadina dotata di parola e le mie parole venivano segnate col pennarello rosso sulla lavagna a fogli mobili… il risultato è che sono stata zitta per venti minuti, incapace di formulare un pensiero non dico intelligente… ma anche solo un pensiero.

Comunque, la discussione è entrata quasi subito nel vivo e siam stati tutti d’accordo su tutto per una buona ora (io annuivo). Si è parlato molto di libertà individuali da mettere davanti a tutto.  “La vita è mia e me la gestisco io“. Tutti concordi nel considerare idratazione e alimentazione forzata trattamenti sanitari. Le esperienze professionali dei medici presenti si sono mescolate a quelle personali di parenti o amici di persone in stato terminale o di incoscienza. Si è anche parlato del ruolo dei media nell’amplificare le paure lanciando campagne allarmistiche (e finalmente qui ho ritrovato l’uso della parola). Si è divagato molto arrivando a confrontarsi sul concetto di vita e di dignità. Abbiamo espresso dubbi sulla reale consapevolezza: “adesso che sto benone prendo una decisione su quel che voglio che non diventi la mia vita nel caso mi trovassi in una condizione disperata, ma… e se in quel momento mi rendessi conto che anche quella vita lì può avere un valore per me?
E poi, verso la fine, quando la discussione si era trasformata in una chiaccherata tra amici, Ezio, il gestore del Biberon dice “e gli esclusi? Gli emarginati, le fasce deboli… come fanno?”
Silenzio.

Abbiamo passato un’ora a dirci che eravamo pronti a combattere per la libertà individuale, ma non ci siamo mai chiesti in quanti ne avrebbero usufruito. Le statistiche fatte nei Paesi che hanno il testamento biologico dicono che alla fine quelli che lo fanno sono il 10-15%. E l’85% che rimane? Nessuno ci pensa? E così, spiazzati ma forse risvegliati, per la restante ora e poi fuori dal Biberon e poi per strada abbiamo continuato a chiederci come fare per estendere quel diritto a chi sta nel paesino in montagna o alla signora somala della rosticceria.
Di sicuro non mettendo per legge l’obbligo di fare testamento biologico dal notaio ogni 3 anni (non lo farei nemmeno io) e nemmeno, in certi casi, dal medico. Ma non basta. Bisogna fare di più se non vogliamo che quella legge, la “nostra” legge, sia una legge per pochi. Non son cose che si risolvono  in due ore, ma è stato un buon inizio.

La moderatrice ci diceva che negli altri focus group s’è parlato d’altro, da quelli che hanno trattato quasi solo il tema del ruolo del fiduciario (da noi nemmeno sfiorato), a quelli che sono finiti a parlar di eutanasia a quelli che si sono addentrati sulla forma da dare al testamento biologico, anche se la posizione generale va sempre e comunque nella direzione della libertà di scelta individuale su tutti i tipi di trattamento (il che fa almeno pensare su quale sia il pensiero della maggioranza degli italiani…).

Le prime restituzioni le trovate qui e ci sono molti spunti interessanti, mentre si continua a discuterne sul blog.

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