Le pennette con gli scampi

una divagazione personale

In Lunigiana c’era questo posto dove la divagatrice si rifugiava ogni estate. Era lì su un cocuzzolo con davanti tutto l’arco delle Apuane e dietro un campanile di quelli che le suonano tutte, dalle lodi ai vespri, perché le campane è costato farle restaurare e adesso è giusto che si ripaghino. Andavi lì e sapevi che c’era sempre posto per dormire e un freezer pieno di roba da mangiare. Di fianco al cocuzzolo ce n’era un altro, il Montale, proprio come il poeta, che era ricoperto di ulivi e più in là un altro, ma senza nome, che era ricoperto di viti.

Al Montale però ci si andava prevalentemente di notte, perché nonostante si arrivasse tutti dalla campagna, le stelle che c’erano lì erano sempre di più di quelle che si vedevano da noi. Intere notti passate a contare stelle cadenti. Ogni anno un desiderio nuovo. Laurearsi bene, Berlusconi in galera, un bambino. Alcuni si sono realizzati. Altri inesorabilmente no, cinquanta e cinquanta, come è giusto che sia per le superstizioni.

Non che si facesse molto là sul cocuzzolo. Si passeggiava, si discuteva di politica, si guardava il palio, si girava per sagre.

Un anno c’erano da raccogliere le foglie di castagno per la Sagra della pattona, che sarebbe una focaccina di farina di castagne cotta in forno avvolta nelle foglie. Un’altra volta c’era da rifare la tettoia, un’altra ancora da riverniciare le persiane. E intanto il tempo passava e c’era chi nasceva, chi si metteva assieme, chi si lasciava, chi preparava la campagna da sindaco e chi ci scriveva la tesi.

La divagatrice passava le sue giornate in cucina, tra il lavandino di marmo e il forno da combattimento. “Edda, dimmi come fai la torta di cipolle che io così buona non l’ho mica mai mangiata”. “Ascolta, te devi partire dalle cipolle di Treschietto, che son le uniche buone.” “Eh, ma io le cipolle di Treschietto su a casa non le trovo.” “E allora non fai la torta.”

“Edda, ma sei sicura di mettere la panna nelle pennette agli scampi?” “Sta’ zitta te, che la panna con gli scampi è la morte sua.”

La Edda era una forza della natura. La tempra toscana mescolata alla ruvidità ligure. Comunista, ma religiosa e un po’ tradizionalista. Una volta si parlava di uno che aveva tradito la moglie e lei ha zittito tutti con un: “perché la famiglia l’è sacra, dio milingo!”. Che se non è il genio questo, ditemi voi cos’è.

Da oggi quel posto non c’è più. O meglio, c’è ancora, ma non c’è più la Edda che è un po’ come se avessero spento le campane o tolto le Apuane.

Le cipolle di Treschietto non le ho mai più trovate e la torta non la faccio, ma nelle pennette con gli scampi la panna ce la metto. Perché è la morte sua.

 

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