io non mi diverto più 29

Io non mi diverto più.
Sono dieci anni, anzi undici, che sono nel Cicap e sono undici anni che vedo la gente ridere delle bufale, dei complotti, di questo che dice questa scemenza e di quell’altro che va a pontificare su quell’altra. L’ho fatto anche io e mi capita, ogni tanto, di farlo ancora.

Mi piacciono molto quei personaggi che sembrano usciti da un film degli anni Ottanta, quelli come Dino Vortice, che son quasi caricature e che un pochino ci marciano anche sopra. Invece non riesco più a divertirmi a prendere in giro quello che crede all’omeopatia, o quell’altro che fa le conferenze sulle scie chimiche o quelli che è tutto un complotto. E non riesco più nemmeno a indignarmi per quelli che pensano che OGM=Monsanto o come quelli che è indecente che lo Stato dia 3 milioni di Euro a Stamina (non glieli dà più, forse) o quelli che dove andremo mai a finire con questi giornalisti/questi politici/questi xxx.

Non solo non mi diverto più, ma mi incazzo. Sono anni ormai che mi capita, ma ultimamente è quasi una costante. Vado sulla pagina di Dibattito Scienza e mi viene la tristezza, guardo quella del gruppo degli Amici del Cicap e mi viene la depressione. Mi son detta che forse dieci anni, anzi undici, son troppi e magari è venuto il momento di mollare per dedicarmi a hobby meno strampalati, l’equitazione, il burraco, non so.

Poi ho capito. E ho capito a Mantova, al Festival della Letteratura dove sono andata col Bressanini a fare un dibattito sugli OGM. Ero terrorizzata, per il luogo, per il confronto con il compare, per la paura che gli avversari mi mettessero in difficoltà, perché era da un bel po’ che non parlavo di OGM in pubblico e poi perché, hai voglia a dire che è un gioco, ma era un dibattito dove si votava all’inizio e alla fine e perdere non è mai bello.
Però abbiamo vinto.

E abbiamo vinto raccontando storie e raccontandoci, dando dignità alle posizioni dei nostri avversari e facendole in qualche modo nostre. Proponendo nuovi punti di vista, senza la retorica del “salveremo il mondo” che ha fatto più danni che altro, senza difendere a spada tratta robe poco difendibili (io le piante resistenti agli erbicidi proprio non le reggo. Ne capisco l’utilità per chi le vende e per chi le coltiva, ma, ecco, per me ricerca e sviluppo sono un’altra cosa) e senza ridicolizzare i nostri avversari che erano tutto meno che ridicoli. Anzi, non fossimo dovuti scappare subito al treno, una birra per continuare a discutere lontani dai riflettori gliel’avrei pure offerta.

Poi, mentre leggevo i commenti a quel che avevamo fatto, ne trovo uno di un tizio di quelli duri e puri che era lì presente e si lamentava perché non avevamo distrutto i nostri avversari. Cioè, noi avevamo fatto una cosa bella (migliorabile, certo, ma nuova ed efficace) e questo si indignava perché non li avevamo distrutti sapendo benissimo (lui probabilmente no, ma noi si) che se li avessimo distrutti non solo non avremmo vinto, ma avremmo fatto un pessimo servizio al pubblico presente. E ho capito.

Il punto non è che mi sono stufata del Cicap o di quel che gira attorno ai fan della scienza. Non ho nemmeno perso la voglia di divertirmi e scherzare su queste cose. Il punto è che tutto questo indignarsi, prendere in giro, leggere i peggio link e guardare tutta l’immondizia che gira su youtube per poi commentarla rigo per rigo o battuta per battuta, passare il tempo a cercare di sputtanare questo complottista o quel fuffaro, è una grande, gigantesca, enorme perdita di tempo.

Ed è tempo non solo che non torna più indietro come le stagioni di Guccini, ché ognuno ha poi anche il diritto di gettar via la propria vita come crede, ma è tempo che potrebbe essere investito in qualcosa di immensamente più utile. È tempo che si leva alla sperimentazione di nuovi linguaggi e nuove modalità di comunicazione. È tempo che si leva alla documentazione. È tempo che si leva alla produzione di informazione corretta.

È tempo che si regala a quei complottisti o fuffari che vogliamo tanto combattere.

29 thoughts on “io non mi diverto più

  1. Reply erna lorenzini set 16, 2013 20:16

    GRAZIE!

  2. Reply Massimo D'Angeli set 16, 2013 20:37

    discutere con gli invasati, farlo direttamente, è certamente tempo perso.
    Secondo me invece dovremmo scrivere e molto a politici e ai media.

  3. Reply Alessio F. Bona set 16, 2013 20:49

    Sono perfettamente d’accordo!

    Purtroppo a volte cediamo alla tentazione di sentirci “elevati” ridendo di chi vediamo ingannarsi.
    Questo però ci smaschera come poco sapienti: magari sapremo meglio di omeopati o morgellosi come funziona il metodo scientifico… ma sappiamo ben poco circa ciò in cui valga la pena investire la nostra vita e il nostro bene più prezioso. Ovvero il tempo.
    Non ci mostriamo quindi ancora più ignoranti di loro? :)

    Brava Beatrice, e grazie mille di aver condiviso con noi,
    un caro abbraccio!

  4. Reply Giacomo Boschi set 16, 2013 21:28

    Grazie del Post, perché è una cosa che ho notato anch’io. Non credo ci sia nulla di sbagliato nel CICAP, credo che questo fenomeno è estremamente comune e si verifica in ogni gruppo di opinione. C’è sempre in ogni gruppo sufficientemente coeso a sviluppare una forte mentalità di gruppo, che purtroppo diventa per molti membri del gruppo la principale ragione di appartenenza. È un problema perché si diventa autoreferenziali, snob, e soprattutto bellicosi anche quando non c’è ragione di esserlo, e tutto questo allontana tante persone che magari sono sensibili ai nostri temi ma si sentono respinti da un’atmosfera che magari in genere è solo goliardica, ma che scivola facilmente nel livore e che quindi risulta pesante. Insomma è inevitabile che si sviluppi un certo cameratismo fra un gruppo di persone che sta insieme da tanto tempo, ma bisogna avere una certa sensibilità affinché il gruppo sia sempre aperto verso l’esterno.

    Ricordiamoci sempre che ciascuno di noi è stato un “niubbo” in passato. Anche noi ci siamo invaghiti di qualche teoria strampalata quando eravamo “giovani e inesperti”. Qaulcuno di noi si sarà elettrizzato ad una seduta spiritica, qualcuno invece pensava che gli ufo erano alieni, qualcun altro avrà creduto per anni che Kennedy è stato ucciso dai cecchini della CIA. E soprattutto ricordiamoci di QUANTO TEMPO CI È VOLUTO per capire che avevamo torto. Forse quegli “avversari” che ci stanno tanto sulle scatole perché non vogliono gli OGM e parteggiano per l’omeopatia non sono poi così diversi da noi.

    È vero che a volte può essere utile essere un po’ brutali, in modo da “scuotere le coscienze”, ma a me sembra che la maggior parte delle volte partire lancia in resta di fronte alla prima obiezione non ha altro effetto che mettere l’interlocutore sulla difensiva, chiudendo così la porta ad ogni possibilità di spiegargli le nostre ragioni.

  5. Reply Sarah set 16, 2013 21:31

    Sono d’accordo in parte: ho speso del tempo a girare link di pubmed, ho speso tempo a cercare di razionalizzare evidenti deliri. L’ho fatto solo con conoscenti, non bazzico siti complottisti ecc…Il risultato è il diniego. Non prendo per i fondelli i video di YouTube perché è inutile, è spreco di tempo e perché se sei convinto di aver ragione, se ci credi come fede assunta, nessuno ti può far desistere. Perché di quello si tratta: fede. Fede nei complotti, nelle “medicine” omeopatiche diluite alla milionesima parte, nelle scie chimiche che uccidono il pianeta e negli ogm che ci fanno diventare mutanti. Quindi non se ne esce, né facendo sfottó, né creando articoli strutturati che aiutino a comprendere. La fede non si comprende. Chi lavora a questo sito, e chi lavora nel cicap fa un’opera grandiosa per orecchie che ascoltano, non per chi è sordo in partenza. Da lì forse la tua comprensibile frustrazione.

    • Reply bea set 16, 2013 21:42

      Io non sono frustrata. Ho fatto della comunicazione della scienza (e della scienza “controversa”) il mio mestiere. Mi piace e lo faccio con passione e cercando di guadagnarci il giusto. È capitato anche a me di trovarmi di fronte a conoscenti che prendevano i miei link di pubmed e li liquidavano, però, ecco, tra il rassegnarmi e lamentarmi e il provare nuove strategie preferisco la seconda. Ma forse lo faccio perché per me è un lavoro. Se fosse solo un hobby magari la vivrei diversamente.

  6. Reply McAND set 16, 2013 22:01

    Ma non ti abbattere, non ti stufare… guarda la cosa da questa propsettiva:
    ringrazia che c’è gente che sebbene generi immondizia con lo scopo di contraddire per piacere personale usando la scienza.. Devi considerare questi come tuo strumento.. Cannon fooder le pedine che usan “armi” la scienza spiega Sennò rimarrebbe maggiormente relegata per pochi…

    Una guerra persa,
    più le tematiche son complesse e più la gente che crede a tutto, più viene confusa e si aggrappa allora a cose facili in cui credere…

  7. Reply McAND set 16, 2013 22:02

    Ma non ti abbattere, non ti stufare… guarda la cosa da questa propsettiva:
    ringrazia che c’è gente che sebbene generi immondizia con lo scopo di contraddire per piacere personale usando la scienza.. Devi considerare questi come tuo strumento.. Cannon fooder le pedine che usan “armi” che la scienza spiega… Sennò rimarrebbe maggiormente relegata per pochi…

    Una guerra persa,
    più le tematiche son complesse e più la gente che crede a tutto, più viene confusa e si aggrappa allora a cose facili in cui credere…

  8. Reply Roberto set 16, 2013 22:21

    Una riflessione assolutamente condivisibile. Io credo che fare comunicazione della scienza smontando le bufale pseudo-scientifiche sia stato un buon metodo per un po’ di anni, e il CICAP in questo ha fatto da apripista in Italia. Paradossalmente, però, mentre oggi si moltiplicano i siti che offrono questo tipo di “servizio” (Attivissimo, MedBunker, Perle Complottiste, Fuffologia, il mio Osservatorio Apocalittico ecc.), aumenta ancor di più il numero di persone che credono nella pseudo-scienza. C’è allora qualcosa che non sta funzionando come dovrebbe. Probabilmente molti di noi non riescono a instaurare un dialogo sereno con chi sta “dall’altra parte”, come hai fatto tu con gli OGM. O probabilmente è davvero ora di riconsiderare questo metodo di fare comunicazione della scienza e cercarne di nuovi.

  9. Reply verogabri set 16, 2013 23:55

    Hai appena riformulato in modo più elegante la teoria della montagna di merda, e almeno credo, ci sei arrivata con un tuo personale percorso di crescita.

  10. Reply BraviAutori.it set 17, 2013 03:28

    Grandissima riflessione, complimenti!

  11. Reply Gianni Comoretto set 17, 2013 09:16

    Sono d’accordo se l’atteggiamento è quello di cercare di covincere un “credente”, o di sfottere che secondo noi ha credenze “stupide”.

    Io non facci nessuna delle due. Non sfotto nessuno, so benissmo che sicuramente anch’io ho delle credenze “stupide”: che so, che la pace nel mondo sia possibile, che l’uomo sia una creatura fondamentalmente razionale, o chissà quali altre. E quindi mi guardo bene dal giudicare una persona per le cose in cui crede.

    Sono anche convinto che se uno “crede” in qualcosa, non lo smonterai mai. Ma ho incontrato tante, tantissime persone che semplicemente credono (senza virgolette) in qualcosa perché non han mai sentito nessuno dire le cose come stanno. Quando pari con un sostenitore dell’omeopatia, fargli presente che si tratta di palline di zucchero senza neppure una singola molecola di quel che c’è scritto sull’etichetta è tempo perso. Se lo dici ad uno che l’omeopatia la usa solo perché gli han detto che è un nuovo tipo di medicina, casca dalle nuvole. Non è possibile, perché non te lo dicono? Possibile che vendano in farmacia cose fatte così? Gli spieghi per bene cosa significa il 20CH sulla confezione, e ti dà ragione. Credo di aver convinto in questo modo decine di persone, e non è stato tempo perso.

    Questo vale per tnte cose. Quando ho sentito parlare di “scie chimiche”, ho controllato (perché per un giorno o due pensavo fosse possibile che, da qualche parte, qualcuno facesse effettivamente irrorazioni clandestine), ho verificato fosse una bufala e ho lasciato perdere. Dopo 10 anni abbiamo 13 interrogazioni parlamentari sulla cosa: semplicemente il mondo è pieno di gente come me, che ritiene possibile che i militari facciano esperimenti strani, ma a differenza di me non ha gli strumenti per verificare. E quindi dare questi strumenti, far sentire una campana differente, è vitale, o chi vuol onestamente sapere cosa sono quelle striscie in cielo non sa dove guardare.

    Tutto questo vale per tante cose, la sperimentazione animale (ringrazio chi si documenta e mette in giro pagine critiche sulla “vivivsezione”, io non so farlo), OGM, MUOS, HAARP, e l’elenco è semplicemente troppo lungo per metterlo qui. Serve far informazione corretta, non per chi la verità in tasca ce l’ha già (e io non ce l’ho, sottolineo), ma per tutti gli altri.

  12. Reply bea set 17, 2013 09:25

    Gianni, e quel che dici in che cosa si differenzierebbe da quel che ho scritto io?

  13. Reply Egnatio set 17, 2013 09:30

    C’è un romanzo di Isaac Asimov, che nulla a a che fare con l’argomento, il cui titolo però ben si adatta al caso: Neanche gli Dei (possono nulla contro la stupidità).
    Da tempo ho smesso di scagliarmi contro l’astrologia. Da tempo, praticamente non appena ho iniziato a fare divulgazione ventannifa, ho smesso di controbattere a chi è certo che la Luna influisce sulle cose umane: “A si?” domando “che Luna è oggi?” E lì finisce perchè nonostante le loro certezze non lo sanno che Luna è!
    E’ una perdita di tempo e di energie, è mancanza di rispetto verso chi è lì per ascoltare qualcuno che gli spieghi perchè la Luna rivolge sempre lo stesso emisfero alla Terra, perchè le stagioni, perchè la polare non si sposta.
    Non si può mettere muro contro muro (il pubblico non cambia opinione), ma dare alla gente gli strumenti per capire, poi la scelta è loro.

  14. Reply Egnatio set 17, 2013 09:30

    PS
    E ancora mi diverto.

  15. Reply ubik set 17, 2013 09:35

    Grazie. Questo post mi ha fatto crescere. Mi spiego in breve: anche io sono tentato di andare dietro alle bufale con l’intento -perché no? la goduria (forse l’unico motivo è l’appagamento di sentirsi migliori o quasi)- di smontare pezzo pezzo che si è bravi, coscienziosi ecc. ecc.; quindi grazie davvero. Anche perché in maniera indiretta mi ha ricordato uno degli aspetti che un scout (cui sono) ha dentro si sé: l’ottimismo, l’atteggiamento positivo e costruttivo, l’accrescimento della fiducia, la costruttività e non la distruzione e la polemica. Unica pecca? che seguendola vorrei molti più post e invece -giustamente- li centellina ahimè. A presto.

  16. Reply Paolo set 17, 2013 10:13

    Belle considerazioni ma mi sembrano incomplete.
    Percepisco la frustrazione di chi teme di buttare tempo prezioso e si dirige dalla parte opposta.
    Temo che non sia così semplice. L’invocata produzione di informazione corretta è sacrosanta ma l’osservazione della realtà mi induce fortemente a pensare che questa informazione corretta diventi inutile se priva di penetrazione sociale.
    Se vogliamo essere di manica larga possiamo valutare in metà del totale la parte di popolazione italiana che, di fronte ad una informazione corretta (che per forza di cose deve essere chiara, documentata e provata), la fa propria e e la usa correttamente per le sue scelte quotidiane.
    Temo che dicendo metà io stia eccedendo, e in ogni caso questa metà ha dimostrato di essere piuttosto “silenziosa”.
    I bufalari, dal canto loro, non hanno bisogno di dimostrare scientificamente nulla, possono usare dati strampalati perchè il loro target non li capirebbe e quindi nessuno li valuta.
    Loro si rivolgono, nello specifico, a quelli a cui la contaminazione ambientale (tramite scie chimiche) di monossido di diidrogeno, abbia seriamente accelerato la dissoluzione sinaptica. Frase buffa che ho usato per farmi gioco di tali elementi e guadagnandomi pure il loro “mi piace”, e questo identifica il target bufalaro.

    Per metterla in soldoni, sono finiti i tempi in cui l’informazione raggiungeva pochi ma (di solito) buoni (o almeno attenti e/o istruiti).
    Con l’avvento di FB ora raggiunge tutti facilmente, ma la grande massa votante, e sottolineo votante, viene facilmente affascinata dalla narrazione bufalara e trova noiosa l’informazione corretta.
    Per questi, quindi, occorre usare il loro linguaggio, se si vuole penetrare le loro barriere e impiantare il seme del discernimento.

    Consiglio di osservare quindi le conclusioni e le scelte degli attori più rappresentativi del fenomeno della comunicazione. Essi sono i responsabili della comunicazione che fa soldi (pubblicità e prime time) e hanno scelto i messaggi semplici, la satira, l’emotività.

    Qui concludo io sostenendo che il confronto tra le tesi bufalare e scientifiche non va sottovalutato e anche se i bufalari appaiono vincitori, perchè non cambiano mai idea, solo delle buone risposte date a loro, lette poi dalla massa disattenta, possono aprire la breccia per un’informazione corretta.

    Ps: abbiamo usato il virus Hiv per curare le malattie rare, usiamo un linguaggio popolare per curare una malattia diffusa, l’ignoranza.

  17. Reply Raffaele Grieco set 17, 2013 11:09

    E’ la stessa cosa che ho notato quando mi sono avvicinato alla questione della sperimentazione animale.

    Su facebook ci sono due gruppi distinti, uno mirato a fare comunicazione e informazione scientifica, spiegando i perchè e i percome della necessità di sperimentare preliminarmente sugli animali medicinali e terapie, e un altro gruppo che mira quasi esclusivanente a perculare gli “animalari”.

    Intuitivo il fatto che il primo gruppo è gestito da esperti del settore, il secondo da -uhm- non mi viene in mente nesun miglior termine di “fan”. Sono tifosi, non trovo miglior definizione di questa.

    Sono -come sono io- non professionisti della materia, sanno (sappiamo) quel poco che abbiamo letto in questo anno-anno e mezzo dalla protesta nata dall’incursione agli stabulari dell’Università di Milano.

    Però invece di divulgare le ragioni -che sono ragionevoli e non possono essere contestate scientificamente ma solo ontologicamente con un pensiero “antispecista” del tipo “la vita di un animale equivale a quella di un essere umano”, al che mi fermo- si fissano sull’antagonizzare gli “altri”. Perchè? Quale vantaggio può derivare dal fare così? C’è la mente di un tifoso dietro, al meglio un atteggiamento snob che divide noi “furbi e iluminati” dal cafoname ignorante e bavoso di livore.

    e invece sono convinto che basterebbe parlare, spiegare le ragioni evidenti, smontare le balle grossolane di LAV, “Fermare green hill” e compagni, per poter avanzare una battaglia che è a vantaggio di tutti e di chiunque, specie con l’aria oscurantista che tira nei palazzi di Roma.

    • Reply Paolo set 17, 2013 15:18

      “sono convinto che basterebbe parlare, spiegare le ragioni evidenti, smontare le balle grossolane di LAV, “Fermare green hill” e compagni, per poter avanzare una battaglia che è a vantaggio di tutti”

      Su questa tua convinzione mi spiace disilluderti, ma non funziona.
      Qui non si contrappongono due fazioni equivalenti. Ce n’è una che non vuole assolutamente cercare di capire, si fonda sull’ignoranza e sulla falsità per attirare le persone che credono che l’alternativa alla sperimentazione animale sia un vetrino in laboratorio. Queste organizzazioni sopravvivono sulla menzogna, quindi non hanno nessuna intenzione di dialogare per capire.
      Idem per i complottisti. La verità la sanno solo loro, se opponi delle prove, allora sono false.
      Niente soluzioni con gli invasati.

      ps: animalaro serve a fare distinzione con animalista, che ha dei risvolti oggettivamente positivi.

  18. Pingback: il pianeta delle scimmie | LETTO, VISTO, SI SCAMBI – RASSEGNA/4

  19. Reply ubik set 17, 2013 12:49

    ecco scrivendo di getto tra una pausa e l’altra mi sono pure accorto di uno sfondone grammaticale, vabbè, iin genere sul web queste cose passano senza troppo clamore :-)

  20. Reply Alessio F. Bona set 17, 2013 17:10

    Bea, ecco la nuova frontiera della comunicazione:
    http://www.bonsai.tv/news/entertainment/protesi-di-complotto-intervista/
    e buon pomeriggio!

  21. Reply Roberto M. set 17, 2013 19:41

    Il dialogo con quelli che stanno “dall’altra parte” è molto delicato e forse poco fruttifero (è difficile far diventare una mela una pera). Molti più frutti si ottengono nella buona e sana divulgazione scientifica presso i giovani (bambini, ragazzi). Una divulgazione volta a strutturare in loro anzitempo una corretta mentalità scientifica, grazie alla quale non ci si lascia incantare da illusionisti, nuovi maghi, speculatori…Occorre uno sforzo maggiore nel seminare.

  22. Reply Diego Cuoghi set 18, 2013 21:26

    Ho letto il tuo articolo e lo sottoscrivo in pieno. Perché anche a me è successo di provare la stessa cosa.
    Per tanti anni (mi pare dal 1997 o 98) ho discusso ferocemente con i fuffari, misteriosofi, complottisti… prima nei newsgroup it.discussioni.misteri e it.discussioni.ufo, poi nei tanti forum (anche esteri) che avevano per tema gli stessi “mysteri”, arrivando a perdere ore e ore per scrivere, ribattere, replicare di nuovo, per mesi in interminabili discussioni coi complottisti lunari (entrambe le fazioni: “non siamo mai stati sulla Luna” e “siamo stati sulla Luna e ci abbiamo trovato gli alieni”), o con chi trova gli UFO nell’arte, o Templari & Maddalene nei dipinti di Leonardo. L’ho fatto prima col mio vero nome, poi con nick Trystero, dopo essermi accorto che chi mi cercava con Google trovava più facilmente quelle pagine piuttosto che le mie di lavoro.

    Qualcuno mi ha detto che ero un ingenuo e che stavo lottando contro i mulini a vento, ma io ho sempre pensato che l’ignoranza andasse combattuta “a prescindere”.

    Però a un certo punto ho pensato “non ne posso più”.
    A fronte di qualche soddisfazione nello sputtanare le bufale più ridicole, ho iniziato a considerare tutto il tempo che dedicavo a personaggi paranoici o a furbastri in malafede, i quali, nonostante le quantità di documentazione che portavo, dopo pochi mesi riaprivano nuove discussioni sulle stesse identiche babelate, come se niente fosse.

    Oggi mi limito ad aggiornare le mie pagine web (alcune le ho anche pubblicate nei libri del CICAP), e a commentare ogni tanto qualche video particolarmente idiota in Youtube, mettendo riferimenti a fonti di informazione corretta.
    E sto meglio. Perché non regalo più tanto tempo ai fuffari e perché mi sono accorto che molte di quelle discussioni misterico-complottiste si sono estinte.

    Ma lo stesso rimango convinto che da qualche parte, anche sotto forma di brevi commenti, blog, pagine personali, si debba mettere nel web qualche risposta. Perché chi per ingenuità, inesperienza o giovane età, capita su quei siti fuffari (o vede certi programmi mysterici in TV, di una idiozia allucinante) quando poi farà delle ricerche con Google possa anche trovare pagine che contengono informazioni corrette, documentazione seria, suggerimenti su come si fa una vera ricerca anche in quei campi.

  23. Reply oca sapiens set 24, 2013 13:19

    Cara Bea,
    sono d’accordo con te, ma a volte non è possibile dialogare o far proprie le posizioni altrui. Ci sono bufale “ridicole”, come dice Diego, e altre mirate alle persone più vulnerabili, che fanno vittime e qualcuno deve dirlo.
    Insomma spero che noi delle ONG – bersagliate da offerte di miracoli salvamondo – potremo ancora contare sul tuo aiuto.

    • Reply bea set 24, 2013 18:17

      Sylvie,
      Guarda che io non me ne vado da nessuna parte ;)
      Continuerò a divertirmi nel cicap come ho sempre fatto. Il mio era un appello a smetterla di perdere tempo correndo dietro alle provocazioni dei troll (che si travestono di volta in volta da attivisti, anti sperimentazione animale, anti scie chimiche, anti quel che vuoi) e ricominciare a spendere quel tempo per volare il modo di parlare a quella massa di persone “indecise”.
      Il succo era “chissenefrega dei pazzi” e anche “cerchiamo di non sembrare pazzi anche noi”.

      • Reply Diego Cuoghi ott 7, 2013 01:42

        Bea, quando ho letto «Il succo era “chissenefrega dei pazzi” e anche “cerchiamo di non sembrare pazzi anche noi”.» mi è venuta in mente la famosa frase di Arthur Bloch:

        “Non discutere mai con un idiota. La gente potrebbe non notare la differenza.”

  24. Reply Fioravante Patrone set 24, 2013 23:03

    Vedo che contempli l’equitazione come prospettiva “di uscita”.

    Per dovere d’ufficio dovrei incoraggiarti. Ma…

    …ti ritrovi in mezzo alle diatribe fra cavallo ferrato/cavallo scalzo, la doma dolce, la “horsemanship”, etc.

    Un postaccio, ti garantisco. Arduo anche per il CICAP. Goditi la serena tranquillità di cui gode la scienza (finché dura).

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