il Natale, il succo d'arancia e gli OGM 4

Non è Natale senza succo d’arancia concentrato.
Se siete abituati a passare la sera della Vigilia al cenone con le arachidi e le chiacchere per tirarla per le lunghe fino a mezzanotte allora non potete capire. Se invece siete come la divagatrice (o sua sorella) allora la mente vola a Louis Winthorpe III e a Billy Ray Valentine. Il nostro Natale, infatti, consiste nel finire la cena il più in fretta possibile per conquistare il divano e starcene davanti alla stufa con un beverone caldo e Una poltrona per due di John Landis in tv. Non sarà molto nella tradizione italiana, ma chissenefrega, le tradizioni son tradizioni, ognuno ha le sue e questa è la nostra.

Comunque, per chi non l’avesse visto, anche se ne dubito, tutta la vicenda gira attorno a una scommessa idiota dei fratelli Mortimer e Randolph Duke, i proprietari della Duke&Duke, una delle più grandi agenzie finanziare americane. Mortimer è lombrosiano e sostiene che delinquenti si nasce, mentre Randolph è convinto che sia l’ambiente a plasmare carattere e atteggiamenti. Quindi i due mettono su una specie di esperimento sociologico e scambiano le condizioni di vita di un delinquentello con quelle di un manager rampante. Louis Winthorpe III si ritrova così con il conto in banca bloccato e un’accusa di spaccio di droga che gli taglia tutti i rapporti sociali, mentre a Billy Ray Valentine viene dato il posto di Louis, lavoro, casa e soldi compresi.
Per farla breve, ovviamente le cose si mettono male per i Duke perché i due, dopo un po’ di peripezie e grazie all’aiuto di Coleman il maggiordomo e Ophelia una prostituta, si alleano per vendicarsi.

E qui arriva il succo d’arancia concentrato. Ora, da noi, le arance si comprano al mercato e ci si fa la spremuta ogni tanto. Oppure si compra il succo d’arancia confezionato, che se c’è bene e se non c’è pazienza. Negli Stati Uniti invece ne sono un po’ dipendenti, lo comprano a galloni e non c’è cucina americana senza la tanichetta di succo nel frigo a doppia porta. “Un giorno senza succo d’arancia è come un giorno senza sole”, come disse Anita Bryant qualche tempo fa.

E quindi gli americani commerciano quantità ciclopiche di succo d’arancia in versione concentrata che è più comoda e i Duke stanno armeggiando per avere in anticipo il rapporto sullo stato delle coltivazioni di arance. In pratica se il rapporto dice che gli aranci stanno benone il prezzo scende, mentre se invece le condizioni sono critiche il prezzo sale. Loro puntato a saperlo in anticipo per fregare i concorrenti ed è qui che Louis e Billy Ray si infilano per vendicarsi. Se volete scoprire come fanno guardate qui.

E gli OGM? Adesso ci arriviamo, ma dobbiamo uscire dal film. In Florida gli aranceti sono vittime di un’epidemia devastante che rischia di mettere in scacco la produzione di succo d’arancia. Il killer è un batterio che provoca una malattia conosciuta come “fitopatia del citrus greening” o Huanglongbing (malattia del dragone giallo), perché le foglie ingialliscono in fretta e i frutti sono non raggiungono la maturazione. Questa malattia non ha cure ed è considerata una delle più gravi al mondo per le produzioni di agrumi, anche perché si sta diffondendo con velocità impressionante.

Quindi i ricercatori stan cercando di produrre agrumi OGM resistenti al batterio, strada che sembra essere più veloce (pur con moltissimi problemi) di quella di arrivare a trovare la resistenza attraverso le tecniche “tradizionali” (incroci e selezione).
Ok, vi lascio leggere i dettagli qui sul sito di Scientific American, dove trovate il rapporto completo sulla vicenda.

La cosa interessante è la reazione dell’opinione pubblica. In America non si sono mai fatti molti problemi sugli OGM. Sono stati i primi a commercializzarli e li mangiano tranquillamente da anni, ma quando s’è parlato di arance OGM per la prima volta c’è stata una specie di rivolta. Compaiono frasi del tipo “il vostro Franckenfood non lo mangeremo” o “vogliamo mangiare naturale”, ecc. Che fa un po’ ridere se si pensa al tipo di cibo che normalmente mangiano che è tutto meno che “naturale” (nell’accezione comune di naturale).

E niente, senza fare la morale o il predicozzo, il punto della questione è che ci sono cose che uno considera tradizionali e non importa se non lo sono davvero, se sono arrivate a far parte del nostro paniere solo recentemente o se sono il frutto di pratiche agricole decisamente poco naturali come l’irraggiamento con i raggi gamma. Sono parte di noi e ci incazziamo se ce le toccano, in maniera totalmente irrazionale.
Il finale della storia delle arance non c’è ancora ed è difficile fare previsioni. Sicuramente John Landis ha avuto vita facile a girarlo vent’anni fa.

E quindi, buon Natale e se stasera capitate su Italia Uno pensatemi.

4 thoughts on “il Natale, il succo d'arancia e gli OGM

  1. Reply juhan dic 24, 2010 16:54

    Sono gli auguri più lunghi e elaborati che abbia mai ricevuto. Ricambio in modo un po’ più sintetico, così:
    Buone Feste!!!

  2. Reply Dario Bressanini dic 24, 2010 19:53

    Bellissimo!

    Complimenti e … Buon Natale

    p.s. anche io riguardo quel film ogni anno :-)

  3. Reply bea dic 25, 2010 18:11

    grazie e auguri a voi. Ah, [SPOILER ALERT]: alla fine vissero tutti felici e contenti ;)

  4. Reply juhan dic 25, 2010 18:51

    Bea! Non si fanno certe cose; meno male che l’ho già visto un paio di volte. Volete sapere come finisce Pinocchio? o i Promessi sposi? o Cappuccetto Rosso?
    Buone Feste!!!11

Leave a Reply