Il grande viaggio

E niente, a un certo punto, mentre stavo preparando lo zaino per la Turchia, è arrivata una telefonata. Era il Vico che diceva che a Codice cercavano qualcuno e che aveva fatto il mio nome. MI chiamano, il giorno dopo vado lì da loro, si stupiscono quando dico che li conosco bene e mi fanno una proposta. La mattina dopo, dall’aeroporto, chiamo e accetto.

Da allora sono passati poco più di due mesi e vi sto scrivendo dal treno per Roma perché domani inauguriamo Homo sapiens, la grande storia della diversità umana.

Io gli ominidi non li ho mai imparati. Fin dalle elementari non ho mai saputo se ergaster è venuto prima di Cro Magnon e ho imparato solo tardi che i Neandertal erano nostri cugini e che siamo tutti africani. Poi mi sono letta, per caso, il Geni, popoli e lingue di Cavalli Sforza e ho capito il potenziale didattico e divulgativo di quella roba lì. Il viaggio dell’umanità è un racconto avvincente, con passioni, lotte, viaggi, vincitori e vinti e l’unico modo per raccontarlo è quello di lasciar perdere i singoli orticelli e mettere tutte le discipline assieme.

Da lì, quando finalmente la vedrò anche io, vi dirò meglio. Per il momento lo lascio raccontare a lui così come l’ha raccontato a noi una sera di qualche settimana in un albergo di Torino.

Qui le info.

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