Hollande, Coen, plagi e complotti 2

Qualche giorno fa da Wired le dicono “oh, c’è questa cosa di Hollande che gira in rete. A noi puzza di bufala. Hai voglia di fare un po’ di indagini e scrivere un pezzo entro, diciamo, un paio d’ore?”.

La storia è semplice: su Facebook ha iniziato a girare un testo di quelli “se anche a te piace, condividi!” in cui si diceva che Hollande in 56 giorni di governo aveva fatto cose strabilianti, tra le quali abolire il 100% delle auto blu e usare i soldi per costruire asili e centri di ricerca che verranno ultimati entro il 15 di agosto, cioè domani.

Comunque, la divagatrice ha iniziato a cercare sui siti dei giornali francesi uno straccio di corrispondenza. Hollande e auto blu, Hollande e auto, Hollande e asili, Hollande e centri di ricerca, Hollande e ricercatori precari, Hollande e riforma, oh, niente. Cioè, molte cose, del tipo che ci sono miliardi di pagine sulla scelta dell’auto presidenziale, miliardi di pagine sulla crisi dell’industria delle auto, miliardi di pagine su Hollande in generale, ma nessun riferimento specifico alla vicenda.

Allora qui uno può essere complottista oppure no. Se sei complottista pensi “ce lo vogliono tenere nascosto!”.

Se non lo sei pensi “ma ‘sticazzi, uno che è appena stato eletto e che in quanto politico c’ha la sindrome da apertura precoce della coda del pavone, ma ti pare che fa tutta ‘sta roba e non lo dice?”. Oh, nulla, niente nei comunicati stampa dell’Eliseo, niente in quelli del partito di Hollande. Niente di niente. Io non sono complottista e quindi ho chiuso la questione: ok, bufala.

Esco a mangiare un gelato, rientro e scrivo il pezzo. Nel giro di niente aveva qualche migliaio di condivisioni. Viene fuori che il paziente zero, quello da cui tutto è partito è un tizio che dice di aver avuto le informazioni dai siti “indipendenti bretoni, provenzali, baschi, i più liberi dell’Europa mediterranea” (no, non è Battiato), che, senza offesa per i baschi, bretoni e provenzali, è un po’ come pensare che sulla Sentinella del Canavese vengano pubblicate informazioni riservate ed esclusive sul Governo italiano.

Poi esce pure che Leonardo Coen, sul suo blog d’autore di Repubblica, ha preso il pezzo del tizio dei baschi, bretoni e provenzali e l’ha copiato paro paro in un suo post senza scrivere che l’ha copiato. E non so a voi, sarà che avevo tutti questi cantanti in  mente, ma a me ha un po’ ricordato la storia del plagio fra Albano e Michael Jackson.

Comunque, le condivisioni del mio pezzo salgono a diecimila e Attivissimo ne scrive sul suo blog, dicendo brutte cose di Coen. Si scatena il finimondo, Coen cerca di rimediare correggendo il pezzo, trasformandolo nella sostanza e eliminando le tracce della scopiazzatura.

Non l’avesse mai fatto. Il poveretto è stato coperto di ridicolo da mezza internet. Anche perché, nel suo tentativo di uscirne ha scritto cose come “l’unica informazione valida sul web è quella che forniscono i siti dei giornali e delle riviste” e come fai a non ridere di uno che scrive su un giornale attribuendosi un testo preso dalla rete?

La cosa non è finita lì. Siamo a 27 mila condivisioni e il buon Coen sta continuando a modificare il suo post e ha anche scritto una lettera a Pazzo per Repubblica nella quale sostanzialmente dice “molte di quelle cose eran scritte nel programma e alcune le ha anche fatte, eh, solo che noi non lo sappiamo. Perché non c’è mica tutto in rete. Vedi Assange e Wikileaks”. Ok, Coen è complottista.

Perché, vedete, la tecnica dei complottisti è questa: dicono una roba che non sta né in cielo né in terra del tipo “siamo stati creati dagli alieni” o “Hollande costruisce in un mese 175 centri di ricerca”, tu gli fai notare che le prove a sostegno di quelle affermazioni non ci sono e loro ti dicono candidi “certo! e questo dimostra che sono vere!”.

Nello specifico, Coen dice che questa è tutta una manovra degli “scherani di destra” per screditare Hollande.

“Ecco perché si è scatenata questa cagnara: pigliando per bersaglio Blogtrotter, si vorrebbe colpire Repubblica. Un déja-vu. Come mai questi signori si indignano per questo blog e non per la spudorata intervista di Berlusconi alla Bild Zeitung?”

Quindi, gli scherani di destra hanno scritto il testo. Il tizio dei bretoni, baschi e provenzali l’ha trovato (o forse è lui stesso uno scherano di destra) e l’ha messo lì sapendo che Coen ci sarebbe cascato. Coen c’è cascato come un pollo, nonostante lavori per un giornale con una redazione che si presuppone dovrebbe esser dotata di un grammo di spirito critico, almeno messi tutti assieme. Gli scherani di destra avrebbero pagato qualcuno (me? o forse sono scherana di destra pure io) per sbufalare la storia e finalmente arrivare a screditare Repubblica. Certo, certo…

Popolo della rete, ho un appello per voi:  “Fate uscire Giulietto Chiesa dal corpo di Coen. Ora, subito, adesso!” [se anche a te piace, condividi!]

PS: a chi si chiede perché proprio Giulietto Chiesa: beh, è diventato un po’ il re dei complottisti (qui un elenco)

2 thoughts on “Hollande, Coen, plagi e complotti

  1. Reply juhan lug 20, 2012 19:14

    Condivido ma due cose: 15 luglio e non agosto (o avete cambiato il calendario senza dirmi niente?) e poi la Bretagna nel Mediterraneo non la voglio; non sono razzista ma resti sull’Atlantico (o l’avete spostata senza dirmi niente?).
    C’è un complotto contro di me?

  2. Reply brain_use lug 23, 2012 08:46

    Stra-ROTFL.
    Condivido in pieno.

    Sono le classiche conseguenze del non voler semplicemente dire: ok, ho preso un abbaglio, scusate.

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