Avanti al centro contro gli opposti estremismi 8

Avete sentito parlare dell’E-Cat, il reattore a fusione fredda (o simili) inventato da Andrea Rossi a partire da una vecchia idea di Focardi (e Piantelli) e presentato in conferenza stampa a gennaio all’Università di Bologna?

Da qualche mese se ne parla anche sui mezzi di comunicazione “tradizionali” e da qualche mese la divagatrice si trova a passar le serate a discutere in chat di protoni e chilowatt, di termocoppie e pompe peristaltiche, di nichel e catalizzatori segreti.

Funziona? Non si sa. Probabilmente no, ma non si può ancora dire. Per essere sicuri bisognerebbe togliere quell’aggeggio dalle mani del suo inventore e farci delle misure serie. Quindi, nel frattempo, che cosa si fa? Si aspetta e si indaga sul personaggio, sulla storia, sul quel poco che si riesce a vedere, su quel che potrebbe essere e, ovviamente, si discute parecchio.

Dovete sapere (e lo so che lo sapete già) che ogni categoria di scienziato (ma anche di tecnico o di semplice appassionato/incuriosito) guarda e ritiene importanti cose diverse.

Alla conferenza di Focardi a cui abbiamo assistito il prof. e la sottoscritta in un covo di fisici, a un certo punto, quando s’è capito che nell’E-Cat non venivano prodotti raggi gamma, è partito un brusio trasformatosi presto in commenti ad alta (a volte altissima) voce del tipo “eh, ma p non è mai p da solo!” o “non si parla di qualche gammino… dovrebbero esserci fiumi di gamma!” e via di sdegno. Poi tornata a casa, scrivo un commento su Facebook e un amico chimico mi dice sostanzialmente “chissenefrega dei gamma! L’importante è trovare il rame!”. Poi se leggete i commenti su Query scritti dagli ingegneri il rame e i gamma perdono qualsiasi importanza: “di che marca è la pompa? e la pinza amperometrica? e quella misura della secchezza del vapore? eh, come la mettiamo con la misura della secchezza del vapore?”. Poi ancora, prima della conferenza parliamo con Garlaschelli che se è il responsabile delle sperimentazioni del cicap un motivo ci sarà e dice che stiamo perdendo tempo a cercare di spiegare un fenomeno prima di sapere se c’è (tirando in ballo l’imperativo categorico di Hyman che ormai tutti conoscete avendo letto il nostro prezioso libro).

Ecco, se vi sembra un casino è perché lo è davvero, ma it’s science, baby. Funziona così ed è anche il bello. Funziona che ci si scanna e non ci si capisce. Funziona che ognuno vede il suo piccolo, minuscolo, orticello e sa fare il suo misero mestiere. Funziona che la comunità scientifica non può crederti sulla parola e se lo pretendi vuol dire che o non sai come funzionano le cose, oppure, se lo sapevi, te ne sei dimenticato. Funziona che il mainstream, il correntone della scienza “normale”, se provi a dire una cosa che attacca le basi della teoria prevalente, cerca di ucciderti, senza cattiveria, ma spietatamente. Funziona che quando sei consapevole del fatto che tutti ti daranno addosso e, nonostante questo, fai le cose alla carlona, alimenti il dubbio, fai le misure sempre in condizioni diverse, salti i passaggi, eccetera, poi non ti puoi lamentare. Funziona che quando hai per le mani qualcosa di multidisciplinare, devi accettare di dover far i conti con tutti gli esperti di tutte le discipline che guardano il loro piccolo pezzetto, storcono il naso, dicono cose a te probabilmente incomprensibili e, nella migliore delle ipotesi, ti danno dell’ingenuo.

Poi le grandi scoperte rivoluzionarie ci sono anche state. In qualche modo i geni il salto lo hanno fatto e le cose sono cambiate davvero e adesso possono essere usati da tutti gli aspiranti rivoluzionari per dire: ecco, vedi che quella volta lì tutti lo osteggiavano e invece poi lui ha avuto ragione?

Allora, così come capita che qualcuno dica agli Amici di Maria De Filippi che non basta voler cantare da sempre per essere la nuova Aretha Franklin e che se dopo un’esibizione tutti ti dicono che non sai cantare, forse è perché non sai cantare, sarebbe bello poter dire ai tanti aspiranti Einstein o Wegener che quando si hanno tutti contro si può essere sì dei geni, ma il più delle volte si è semplicemente preso il viale in contromano.

Poi però se fai il mestiere che facciamo noi quel qualcuno non puoi essere tu, perché il tuo ruolo è quello di ascoltare tutte le voci di tutti gli esperti in campo e cercare di tirar fuori qualcosa di utile per chi ti legge o ascolta. Se ci sono bufale devi provare a smascherarle e devi far quello che tiene un occhio attento sulla cosa per evitare che tutto sparisca in una nuvola di fumo.

Allora ti ritrovi lì nel mezzo che è la posizione peggiore, schiacciato tra due colossi che spingono per distruggersi reciprocamente, ma nel farlo attaccano te. Da una parte hai gli aspiranti Einstein e tutti i loro supporter che ti vedono come il difensore della torre d’avorio della scienza ufficiale e si ergono a paladini della giustizia perché loro hanno capito e la gente deve sapere che siamo di fronte a una rivoluzione epocale. Dall’altra hai i duri e puri, quelli che mi spezzo ma non mi piego, quelli che quella cosa lì non può funzionare, quelli che loro hanno capito e la gente deve sapere che siamo di fronte a un imbroglio epocale.

E va a finire che ti perdi a dar retta a questi due opposti estremismi piuttosto che far il tuo mestiere e fare in modo che la gente capisca qualcosa di più, pur essendo consapevole di essere il primo a non aver capito molto di tutta questa vicenda, se non che ci va tempo.

Quindi ho una proposta: li prendiamo tutti, ma tutti tutti, li mettiamo dentro alla torre d’avorio che tanto ne possiamo anche fare a meno, la schermiamo ben bene con il piombo per evitare che le radiazioni prodotte dalle loro collisioni e fusioni e tutto quel che volete vengano a darci noia e poi troviamo il modo di aprire un wormhole nel quale gettiamo la torre, sperando che approdi nel Triassico o giù di lì, dove merita di stare. Che ne dite?

8 thoughts on “Avanti al centro contro gli opposti estremismi

  1. Reply juhan giu 1, 2011 12:43

    Post bellissimo fino all’ultimo paragrafo.
    Lasciamoli discutere, prima o poi (speriamo prima) si arriverà a una conclusione.
    Nel frattempo, secondo me, è prudente essere scettici, molto –OPS! sono finito da una parte della barricata. Vale la scusa che sono ingegnere (come Roberto Castelli ma anche come Carlo Emilio Gadda)?

  2. Reply bea giu 1, 2011 13:15

    grazie juhan,
    lo vieni a dire a me che bisogna essere scettici? ;)

  3. Reply Claudio giu 2, 2011 00:29

    La grande Bea!

  4. Reply Anonymous giu 3, 2011 12:16

    Voi siete la rovina del futuro.
    Siete come Edison che screditava Tesla ammazzando gli animali con la corrente alternata per fare i suoi interessi. Voi fate lo stesso. Vi arroccate sui vostri cari principi della fisica; fisica che come ogni scienza DEVE poter essere aperta all’innovazione, al cambiamento, alla modifica di quelli che VOI considerate DOGMI inalterabili. Fosse per VOI, staremmo sempre nella caverna a stropicciarci gli occhi davanti al fulmine che ha dato fuoco all’albero, ponendosi domande e facendo congetture sul perchè il legno brucia e come questo sia correlato al fulmine! Aprite la mente e scrollatevi di dosso il vostro tanto caro professore universitario.
    Anche io sono scettico, di certo non un credulone, ma ODIO l’astio gratuito che si sta creando attorno alla questione. Diamo tempo al tempo e basta.

  5. Reply juhan giu 3, 2011 13:03

    Signor Anonimo Scettico Antidogmatico bisogna avere la mente aperta ma non tanto che il cervello caschi per terra (cit.), o no?

  6. Reply lorenzo giu 10, 2011 20:59

    ciao, sono un presto-ad-essere ingegnere, per cui il seguente link potrebbe avere poco senso,sempre che non ne siate già al corrente :)
    http://newenergytimes.com/v2/news/2010/35/SR35913widomlarsen.shtml

    spero che sia un regalo gradito!

  7. Reply Marco Ferrari lug 12, 2011 15:48

    @Bea, ma solo e soltanto citazione del Vate? Anche solo per questo, sei un genio…

  8. Reply bea lug 12, 2011 15:56

    no, è che per citare bisogna conoscere e io che conosco due cose in croce cito sempre e solo quelle.

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